Dossier salute

Nella sezione dossier salute troverai degli interessanti articoli sul mondo del farmaco, in tutte le sue declinazioni, e sul benessere delle persone e dei tuoi amici animali.

 

Chicchi di caffé verde per dimagrire

 

L'estratto di chicchi di caffè verde, quello non ancora tostato, potrebbe diventare l'ultima moda in termini di supplementi usati per dimagrire. Joe Vinson, professore di chimica dell'università di Scranton negli Stati Uniti, ha, infatti, sperimentato con successo la sostanza su un gruppo di volontari e ha presentato i risultati al meeting della American chemical society a San Diego. Il ricercatore ha utilizzato pillole con estratto di chicchi di caffè verde su 16 adulti sovrappeso, tra i 22 ed i 46 anni, che non hanno cambiato la loro dieta o il tipo di esercizio fisico. I volontari hanno assunto a rotazione 700 mg o 1.050 mg dell'estratto di caffè oppure placebo, ogni giorno per 6 settimane, seguite da una settimana di wash out, per poi passare al trattamento successivo, così che ogni soggetto ha fatto da controllo a se stesso. Gli autori di questa ricerca hanno monitorato regolarmente la pressione sanguigna, il battito cardiaco e altri parametri ai partecipanti: dopo 22 settimane dall'avviso dei test, i volontari hanno evidenziato un dimagrimento pari al 10,5% del loro peso corporeo iniziale, senza effetti collaterali. Vinson ipotizza che a stimolare la perdita di peso sia l'acido clorogenico, presente nei chicchi di caffè interi, ma distrutto dai processi di tostatura.

 

 

PROBLEMI A DORMIRE? PROVA LA MELATONINA, L'ORMONE DELLA CRESCITA.

 

La melatonina è stata studiata nel trattamento dei diversi disturbi del sonno, compresa insonnia e tardo inizio del sonno. La melatonina migliora l’inizio, la durata e la qualità del sonno quando somministrata a volontari sani, suggerendo un effetto farmacologico ipnotico. La melatonina è stata anche trovata capace di aumentare il sonno REM. Studi clinici in pazienti con disturbi del sonno hanno fatto rilevare che supplementi di melatonina orale possono modificare l’architettura del sonno. Sono stati segnalati miglioramenti soggettivi nella qualità, inizio e durata del sonno. Tuttavia, il significato di questi reperti è velato da molte limitazioni dello studio. Pazienti oltre i 65 anni tendono a soffrire di insonnia da mantenimento del sonno; in tali pazienti sono stati segnalati bassi livelli sierici di melatonina. Pazienti anziani con insonnia da mantenimento del sonno trattati con preparazioni di melatonina a rilascio immediato o prolungato presentano un miglioramento del tempo di inizio del sonno. Non presentano comunque miglioramento nel mantenimento del sonno o del tempo totale del sonno.
La stessa melatonina viene propagandata commercialmente come un “aiuto del sonno” da parte dell’industria degli integratori alimentari. 
Dosi di 0,3-10 mg sotto forma di preparazioni a rilascio rapido per via orale sono state provate una volta a notte. Dovrebbe essere usata per prima la più bassa fra le dosi efficaci con possibilità di ripeterla dopo 30 minuti fino ad un massimo di 10-20 mg. Possono essere usate preparazioni a lento rilascio, ma al presente non offrono un notevole vantaggio sulle preparazioni a rilascio immediato

 

Quali sono i farmaci da mettere in valigia?


La scelta dei medicinali da “mettere in valigia” dipende dalle caratteristiche del viaggio, dalla destinazione, dalla durata e dal tipo di alloggio. In linea di massima è consigliabile portare in viaggio, oltre ai farmaci abituali, anche alcuni prodotti che teniamo abitualmente nell’armadietto di casa quali:

-Un antipiretico (contro la febbre – Tachipirina, Paracetamolo)
-Un analgesico (contro il dolore – Moment Act)
-Un antidiarroico (Imodium, Loperamide, Diosmectite)
-Un antinfiammatorio (Aspirina, Oki task)
-Un farmaco contro la chinetosi (mal d’auto, mal di mare, mal d’aria - Xamamina)
-Un collirio (Iridina Due, Collirio Alfa)
-Un prodotto repellente contro le zanzare ed altri insetti (attenzione alle zecche in montagna e collina)
-Una crema antiscottature (Foille scottature)
-Un Kit da pronto soccorso con cerotti, disinfettante, qualche siringa sterile e l’occorrente per una pronta medicazione
-Un termometro
-Una pomata contro ematomi e distorsioni (Fastum EmaZero)
-Fermenti lattici (meglio se stabili a temperatura ambiente) per prevenire dissenteria e prodotti per il trattamento acuto in grado di bloccare l’episodio di diarrea (ProLife)
-Un blando lassativo (Sollierbe)
-Un integratore salino (Biomagen, Polase)
-Un antistaminico per allergie da contatto, alimentari (Fenistil). Valutare con il proprio medico se, eventualmente, portare anche del cortisone per episodi più gravi

 

Il rituale della valigia, suggestioni letterarie (da Tre uomini in barca)

"Apersi la valigia e vi ficcai le scarpe; e poi, proprio nel momento che stavo per chiuderla, mi lampeggiò in mente un’orribile idea. Ci avevo messo lo spazzolino da denti? Non so che mi accade, ma non mi rammento mai se ho messo o no nella valigia lo spazzolino da denti.

Lo spazzolino da denti è una cosa che mi ossessiona in viaggio, e mi rende la vita infelice. Mi sogno di non averlo chiuso nella valigia, e la fronte mi stilla di sudor freddo e scendo dal letto in cerca dello spazzolino. E la mattina lo caccio nella valigia prima di averlo usato, e debbo aprirla un’altra volta, ed è sempre l’ultimo oggetto che ne cavo fuori; e poi richiudo la valigia e dimentico lo spazzolino, e all’ultimo momento debbo correre di sopra a prenderlo, e portarlo alla stazione avvolto nel fazzoletto.

Naturalmente, in quel momento, dovetti cavare a uno a uno dalla valigia tutti gli oggetti, e, naturalmente, non mi riuscì di trovarlo. Li gettai fuori forse nello stesso stato in cui dovevano esser prima della creazione del mondo, quando regnava il caos. Naturalmente, trovai diciotto volte di seguito lo spazzolino di Giorgio e quello di Harris, ma non potei trovare il mio. Ripresi la roba capo per capo, sollevando ogni oggetto e scotendolo. Trovai lo spazzolino in uno stivale. Poi rimisi tutto nella valigia e la chiusi"

 

CONOSCERE, PROTEGGERE E ALLENARE IL CERVELLO PER MANTENERLO IN FORMA

 

Ci permette di pensare, sognare, inventare, muoverci ed amare. È l’organo che regola funzioni e comportamenti, dalle più semplici alle più complesse: la fame, la sete, la temperatura corporea, pensiero, creatività, speranze, emozioni. Eppure il cervello, tra tutti gli organi, è quello meno conosciuto, accessibile, salvaguardato. A differenza di altri organi, ce ne occupiamo solo quando subentra una malattia che lo colpisce. Molte persone, poi, ignorano quanto sia importante nutrirlo ed esercitarlo per mantenerlo efficiente a lungo e contrastare le conseguenze cognitive dell’invecchiamento.

Conoscere il cervello ed esercitarlo nel corso della vita aiuta a mantenerlo in forma a lungo e a contrastare gli effetti dell’invecchiamento. Questo si propone Brainzone, la campagna digitale d’informazione sul cervello e sull’importanza della preservazione delle sue funzioni, ideata e promossa da Novartis Pharmaceuticals con il patrocinio della Società Italiana di Neurologia, AISM e Parkinson Italia onlus. Nel sito dell’iniziativa -www.brainzone.it - si possono trovare molte informazioni utili, una piattaforma con esercizi di brain training per allenare il cervello e un innovativo digital flash mob per favorire la nascita di un vero e proprio movimento che promuove la salute del cervello.

 

SINDROME DA CAPITAN UNCINO: COME VINCERE LA DIPENDENZA DA SMARTPHONE

 

Testa china e smartphone in mano, ecco gli emblemi dell’ossessione per la tecnologia, che anche sulle spiagge porta sempre più persone a perdere il contatto con la realtà. Per superare la “sindrome da Capitan Uncino” e tornare a socializzare con le persone utilizzando entrambe la mani, anche con un semplice gelato, gli esperti hanno identificato delle semplici azioni sociali “libera-mani”.
Oltre ad essere alla portata di tutti, la tecnologia oggi è letteralmente “nelle mani” di tutti. Secondo i dati diffusi da Accenture il 77% degli italiani possiede infatti almeno uno degli 83 milioni di smartphone attivi nel Belpaese, mentre il report Digital, Social e Mobile 2015 di We Are Social ha rivelato che in Italia 36,6 milioni di persone sono attive su internet con 28 milioni di profili social, su cui passano oltre 2,5 ore al giorno di connessione.

Sono questi i numeri che rivelano come la tecnologia abbia letteralmente invaso la vita degli italiani, costringendoli a dedicare la maggior parte del loro tempo a WhatsApp e ai social network anche durante le classiche attività estive. Una dipendenza ribattezzata dagli esperti “sindrome di Capitan Uncino” perché, come il celebre personaggio di Peter Pan, la tecnologia costringe le persone ad utilizzare solo la mano libera dal moderno “uncino”, il telefonino. Per esorcizzare la paura di Albert Einstein, che a tal proposito pronunciò la celebre frase “Temo il giorno in cui la tecnologia supererà le interazioni umane. Il mondo avrà una generazione di idioti” e far tornare le persone ad interagire, gli esperti hanno proposto alcuni consigli per liberare le mani dalla dittatura tecnologica e tornare a godersi i rapporti umani anche sui luoghi della villeggiatura, luoghi simbolo della socializzazione.
Per poter liberare finalmente le proprie mani e tornare a “toccare” ciò che offre la vita quotidiana, 9 esperti su 10 suggeriscono che il primo passo da fare è imparare a spegnere lo smartphone ed essere in grado di capire quando è il caso di “staccare”: per fare questo si possono fare semplici attività come gustare un gelato (78%), coltivare la propria passione per gli animali (73%) e il pollice verde (68%), concedere un massaggio al proprio compagno (65%), giocare con i giochi tradizionali come il biliardino (61%), cucinare a quattro mani con il proprio partner o con un amico (54%).

 

Come detrarre le spese sanitarie

 

Il 19% delle spese sostenute nel contesto sanitario (farmaci, cure mediche e per l'assistenza) può essere detratto, scalato cioè dalle tasse da versare, calcolate sul reddito annuale. La detrazione è applicata per somme eccedenti 129,11 euro (franchigia).
 

le spese mediche che si possono detrarre:

• acquisto di medicinali

• acquisto di omeopatici

• importi di ticket pagati nell’ambito del SSN

• noleggio o acquisto di dispositivi sanitari *

 

• interventi chirurgici necessari e trapianti;

• visite mediche di medici generici, specialisti e omeopati;

• assistenza di infermieri e fisioterapisti (paramedici);

• esami di laboratorio e cure prescritte da un medico;

• protesi sanitarie prescritte da un medico;

• cure dentistiche;

• cure termali prescritte da uno specialista;

• alcune tipologie di polizze assicurative

Le spese mediche sostenute e rimborsate nell'ambito di una polizza malattia possono essere dedotte.

 

 

Non sono detraibili le spese per:

o integratori alimentari (es. vitamine, sali minerali) e parafarmaci (es. colliri, pomate, cerotti), cosmetici, prodotti fitoterapici anche se prescritti da un medico

o interventi di chirurgia plastica a titolo meramente estetico

o rette di ricovero in “residenze per anziani”

o il trasporto in ambulanza

 

I portatori di handicap e gli invalidi o i propri familiari non sono soggetti alla franchigia di 129,11 euro e possono detrarre anche le spese per i mezzi per la deambulazione e per i sussidi tecnici informatici (poltrone, arti artificiali, costruzione di rampe, trasporto in ambulanza, fax, modem, computer, ecc.), e per l'adattamento delle auto alle limitazioni della persona (la detrazione spetta una volta in 4 anni per una sola macchina e per non più di 18.075,99 euro).

I non vedenti possono detrarre anche 516,46 euro l'anno per il mantenimento del cane guida e possono dedurre, anziché detrarre, le spese mediche ed infermieristiche

 

Le spese veterinarie, infine, se sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per pratica sportiva, si detraggono nel limite massimo di euro 387,34 e per la parte eccedente l'importo di euro 129,11.

 

La documentazione riguardante tutte le spese detratte deve essere conservata per cinque anni.

Gli scontrini fiscali vanno riposti al riparo dalla luce per evitare che sbiadiscano perdendo in leggibilità; si consiglia di farne una fotocopia, che nel tempo non si altera.

Per conservare meglio la documentazione sanitaria la nostra farmacia vi regala il raccoglitore di scontrini fiscali. Chiedilo quando vieni a trovarci.

 

 

*Non sempre il dispositivo medico è una spesa sanitaria detraibile. Le condizioni minime e necessarie per definire un dispositivo medico detraibile sono: la marchiatura CE sulla confezione e l’appartenenza del prodotto all’elenco fornito dal Ministero della Salute.

 

Esempi di dispositivi medici secondo il decreto ministeriale:

  • Lenti oftalmiche correttive dei difetti visivi

  • Montature per lenti correttive dei difetti visivi

  • Occhiali premontati per presbiopia

  • Apparecchi acustici

  • Cerotti, bende, garze e medicazioni avanzate

  • Siringhe

  • Termometri

  • Apparecchio per aerosol

  • Apparecchi per la misurazione della pressione arteriosa

  • Penna pungidito e lancette per il prelievo di sangue capillare ai fini della misurazione della glicemia

  • Pannoloni per incontinenza

  • Prodotti ortopedici (ad es. tutori, ginocchiere, cavigliere, stampelle e ausili per la deambulazione in generale ecc.)

  • Ausili per disabili (ad es. cateteri, sacche per  urine, padelle ecc..)

  • Lenti a contatto

  • Soluzioni per lenti a contatto

  • Prodotti per dentiere (ad es. creme adesive, compresse disinfettanti ecc.)

  • Materassi ortopedici e materassi antidecubito

  • Contenitori campioni (urine, feci)

  • Test di gravidanza

  • Test di ovulazione

  • Test menopausa

  • Strisce/Strumenti per la determinazione del glucosio

  • Strisce/Strumenti per la determinazione del colesterolo totale, HDL e LDL

  • Strisce/Strumenti per la determinazione dei trigliceridi

  • Test autodiagnostici per le intolleranze alimentari

  • Test autodiagnosi prostata PSA

  • Test autodiagnosi per la determinazione del tempo di protrombina (INR)

  • Test per la rilevazione di sangue occulto nelle feci

  • Test autodiagnosi per la celiaci

 

dott. Marson

 

 

 

 

HORTUS CONCLUSUS

 

Melissa

Famiglia: Labiatae

Genere: Melissa

Specie: Melissa officinalis

 

 

Cenni botanici:

È una pianta erbacea perenne, tomentosa, che presenta fusti eretti o ascendenti, alti fino a 80 cm e molto ramificati. Presenta foglie opposte, picciolate, ovali ma a volte cuoriformi (3-4 cm x 4-5 cm), largamente crenate e ricche di peli secretori, che quando vengono sfregati rilasciano un odore simile al limone, dovuto al suo olio essenziale. Le infiorescenze sono dei verticillastri ascellari di pochi fiori prima giallognoli poi bianco-rosati. Fiorisce dall'inizio dell'estate fino ad agosto.

 

Cenni storici:

Il nome melissa sembra derivi dal greco la cui radice meli significa miele. Ciò probabilmente deriva dal fatto che il profumo della pianta attira le api, che ne succhiano volentieri il nettare. Fu dapprima introdotta in medicina come rimedio moralmente esilarante e confortatore dei nervi. Galeno e Paracelso la consigliavano nella mania e nei disturbi psichici.

Fu dapprima introdotta in medicina come rimedio moralmente esilarante e confortatore dei nervi. Galeno, Paracelso, la consigliavano nella mania e nelle vesanie, malattie che venivano attribuire a difetto di energia cerebrale. Serapio che allevia le inquietudini e tristezze del cervello e principalmente quelle prodotte da umori melanconici. L’antica medicina araba la tenevano in grande considerazione: Avicenna che rallegra il cuore e fortifica gli spiriti vitali; L'Alcolato di Melissa, o “Acqua di Melissa” inventato dai Carmelitani Scalzi francesi nel 1611, era per le sue proprietà antispasmodiche un rimedio popolare a cui facevano ricorso tutte le classi sociali nei momenti critici della loro vita (dal mal di denti, alle sincopi, alle crisi di nervi ecc.).

 

 

Azione fitoterapica

I costituenti attivi della melissa sono polifenoli, cumarine, acidi triterpenici e, in minima quantità, un olio essenziale ricco di geraniale (citrale a) e nerale (citrale b), linalolo, geraniolo e citronellolo. Preparati a base di foglie di melissa sono impiegate negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica ,antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite.

Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d’irritabilità generale,  ansia, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale. 

L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex.

La melissa è anche consigliata in caso di vomito gravidico e ha un azione benefica sui ronzii nell’orecchio.

 

Proprietà terapeutiche (in sintesi): digestive, antispasmodiche, sedative. Per uso esterno, serve come lenitivo nelle infiammazioni del cavo orale.

 

Presso la nostra farmacia troverai i seguenti prodotti fitoterapici a base di Melissa:

 

Melissa Arkocapsule 45 CPS (estratto secco titolato al 4% minimo in derivati idrossicinnamici espressi in acido rosmarinico)

Indicazioni: Per il rilassamento e il benessere mentale e per ripristinare il normale tono dell'umore.

Modalità d'uso: 1 o 2 CPS, 2 volte al giorno.

 

Magnesio24 60 CPS (doppia formula. CPS giorno con Magnesio e vitamina B6. CPS notte con melissa)

Indicazioni: Per la riduzione della stanchezza e dell'affaticamento e per il ritrovare il benessere mentale e umorale.

Modalità d'uso: 1 CPS giorno alla mattina e 1 CPS notte alla sera, prima di coricarsi.

 

dott. Marson

 

 

 

L’angolo dei fiori di Bach

 

La floriterapia si basa sul concetto che il bene (il fiore) cura il male (disagio o malattia). Non agisce sul sintomo bensì tiene conto dell'individuo (o dell’animale domestico) nella sua globalità, con un approccio olistico, considerando con quale atteggiamento l'individuo si pone di fronte al sintomo scatenante, quali sono i suoi stati d'animo quando è ammalato e quali elementi del disagio ha somatizzato maggiormente.
Edward Bach, inventore di questo metodo, volle basare la terapia con i fiori sui concetti di semplicità d'uso, efficacia ed assenza di tossicità.

I 38 fiori terapeutici sono suddivisi suddivisi nei seguenti gruppi in virtù delle loro virtù guaritrici:

• fiori per la paura

• fiori per coloro che soffrono l'incertezza

• fiori per l'insufficiente interesse per il presente

• fiori per la solitudine

• fiori per l'insensibilità alle influenze e alle idee

• fiori per lo scoraggiamento o la disperazione

• fiori per la preoccupazione eccessiva per il benessere degli altri

 

I nostri farmacisti ti indicheranno il rimedio o la miscela più idonea ai problemi tuoi o del tuo animale domestico, la quale potrà essere preparata estemporaneamente presso il nostro laboratorio.

Per introdurti nello straordinario mondo dei fiori di Bach ti presenteremo dei case report per le quali abbiamo allestito un preparato a base di fiori di Bach.

 

Case report 1

Bambino in età scolare con difficoltà di concentrazione a scuola. Ha la testa tra le nuvole, iperattivo a casa. Ripete sempre gli stessi comportamenti.

 

Formulazione allestita:

  • Chestnut Bud (gemma di ippocastano)

Obiettivo: Capacità di crescere ed apprendere

Descrizione: E’ il fiore degli studenti. Per chi non impara dal passato, mettendoci molto tempo per apprendere. Si attuano sempre gli stessi schemi mentali.

 

  • Clematis (Vitalba)

Obiettivo: Rapporto realistico con la propria creatività.

Descrizione: Per chi ha la testa tra le nuvole, manca di memoria e viene facilmente distratto.

 

  • Impatiens (Non mi toccare)

Obiettivo: Pazienza e cooperazione.

Descrizione: Per chi fa tutto di fretta, passando da una cosa all’altra. Sintomo principale: intrattabilità appena svegli

 

  • Walnut (noce)

Obiettivo: Capacità di cambiare.

Descrizione: Per tutte le fasi di cambiamento della vita, per facilitare il passaggio dal vecchio al nuovo. (p.e. trasloco, cambio scolastico, nuovo lavoro, menopausa, gravidanza, adolescenza). Suggerito anche per chi soffre di metereopatia.

 

Case report 2

Cagnetta anziana malata, di notte abbaia senza motivo e si calma quando entra la padrona.

 

Formulazione allestita:

  • Olive (olivo)

Obiettivo: La forza di vivere.

Descrizione: Per contrastare la stanchezza, spossatezza profonda, ad esempio da una malattia cronica.

 

  • Cherry plum (minabolamo)

Obiettivo: Controllo e sapersi lasciare andare

Descrizione: Per cani normalmente calmi che scattano improvvisamente. Per cani che abbaiano senza motivo.

 

  • Heather (erica)

Obiettivo: Amore e protezione per se stessi.

Descrizione: Legame forte con il padrone, ha bisogno di amore, di sentirsi considerati.

 

 

 

 

dott.ssa Pavan

 

 

Insufficienza venosa e gambe pesanti

 

Con il termine di insufficienza venosa s’intende una condizione patologica, molto diffusa nella popolazione femminile, caratterizzata dalla diminuzione del ritorno del sangue venoso dei sistemi periferici.

Recenti studi epidemiologici indicano che il 25-35 % della popolazione femminile e il 10-20% degli uomini adulti soffrono di questo problema, un fenomeno che sta aumentando drammaticamente a causa delle scorrette abitudini alimentari e di uno stile di vita sedentario. 

Le vene sono il sistema idraulico che riporta il sangue periferico al cuore, negli arti inferiori tale ritorno è rallentato dalla forza di gravità, che nella posizione eretta rende difficile il flusso del sangue. Al corretto ritorno venoso cooperano le contrazioni del cuore e dei muscoli e le valvole venose. Quando queste valvole e le pareti venose diventano meno elastiche si può manifestare l’insufficienza venosa come una conseguenza del ristagno del sangue delle vene. Questa patologia si manifesta inizialmente con una serie di sintomi come formicolio o prurito, pesantezza agli arti e fragilità capillare.  Alla stasi venosa segue un ridotto apporto di ossigeno e sostanze nutritive all’endotelio del vaso che perde la propria funzionalità strutturale con un conseguente sversamento di liquidi. La ridotta ossigenazione porta alla formazione di radicali liberi che danneggiano ulteriormente i componenti cellulari della parete. Con l’avanzare della patologia possono comparire dei rigonfiamenti alla caviglie e possono manifestarsi dei crampi notturni. Nell’insufficienza venosa avanzata la colorazione bluastra della pelle delle caviglie è il sintomo della fuoriuscita dell’emoglobina a livello del liquido interstiziale. 

 

I principali fattori di rischio per questa patologia sono i seguenti:

Familiarità

Età avanzata

Ritenzione idrica

Uso di contraccettivi

Sedentarietà

Stitichezza

Uso di contraccettivi

Gravidanza

 

Le terapie conservative per queste patologie circolatorie prevedono l’utilizzo di fasciature (calze compressive) che esercitano una pressione graduale sugli arti inferiori (30 mmHg a livello della caviglia) agevolando il ritorno del sangue venoso verso il cuore. Questi semplici ausili ortopedici possono alleviare la pesantezza delle gambe e ridurre il gonfiore.

Alle terapie farmacologiche costituite da antinfiammatori non steroidei, anticoagulanti topici e vasodilatatori spesso si associano vari rimedi naturali, sostanze flobotoniche e vitamine, che svolgono un ruolo non marginale nel trattamento di questa patologia circolatoria.

 

Le sostanze flebotoniche aumentano il tono della parete venosa, riducendo quindi la sensazione di affaticamento e di pesantezza alle gambe, tra queste le principali sono:

Il flavonoide semisintetico diosmina che esercita un azione eumetabolica, vasotonica e regolatrice sulle pareti vascolari, con conseguente riduzione del danno vascolare, dell'edema associato e del processo infiammatorio cronico. Più precisamente, questo flavonoide è in grado di: neutralizzare l'effetto di molecole pro-infiammatorie  con conseguente riduzione del processo infiammatorio ed edematoso; migliorare il drenaggio della rete linfatica, evitando l'accumulo di liquidi extravascolari; ridurre la sintomatologia dolorosa inibendo la trasmissione dell'informazione dolorifica sostenuta da mediatori chimici, riducendo la compressione esercitata dall'edema sulle strutture nervose.

 

I flavonoidi estratti dalle foglie della vite rossa che offrono un aiuto per il trofismo del microcircolo capillare, aiutando l'ossigenazione delle pareti.

 

La frazione triterpenica estratta dalla centella asiatica (asiaticoside - acido asiatico - acido madecassico) che garantisce la normalizzazione del tessuto connettivo perivascolare attraverso una più efficace sintesi di collagene ed un miglioramento del tono e dell'elasticità delle pareti vascolari venose. Questi effetti biologici si traducono in un riequilibrio delle caratteristiche emodinamiche a livello venoso, con una riduzione della permeabilità vascolare e del relativo accumulo di liquidi, responsabile della sintomatologia edematosa associata all'insufficienza venosa.

 

L’ oxerutina, un flavonoide semisintetico ottenuta dai fiori e dalle foglie della Sophora Japonica, che ha un'azione vasoprotettrice che si traduce in una riduzione della fuoriuscita di liquidi dai capillari, nella prevenzione della formazione di microtrombi e nel blocco della reazione infiammatoria che innesca il circolo vizioso alla base dell'edema degli arti inferiori.

L'escina, estratta dai semi dell'ippocastano,che è un miscuglio di saponine con proprietà vasocostrittrici e in grado di ridurre la permeabilità dei capillari.

 

L’esperidina che incrementa la resistenza venulo capillare, agendo con un'azione sinergica sulla componente strutturale costituita dal collagene e dai proteoglicani. 

I glicosidi antocianici del mirtillo che stabilizzano la parete dei capillari, opponendosi ad un eccessiva permeabilità. 

 

Vitamine ed oligoelementi. Le vitamine C e P hanno un'azione protettrice a livello della parete capillare, andando a stimolare la formazione del collagene che assicura la normale funzionalità trofica dei vasi. La vitamina E invece presenta una potente attività contro i radicali liberi. La vitamina K, agendo sulla coagulazione, permette un più veloce riassorbimento degli ematomi. Il magnesio aiuta a ridurre la stanchezza e l’affaticamento muscolare.

 

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HORTUS CONCLUSUS

 

Escolzia

Famiglia: Papaveracee

 

L'escolzia è originaria della California, tanto che viene detta papavero della California, ed è coltivata in Europa per i suoi bei fiori giallo oro. Presenta interessanti proprietà calmanti, sedative ed analgesiche, grazie ad un fitocomplesso di glicosidi flavonoici, pigmenti xantinici ed alcaloidi, tra i quali l'escolzina, l'escolzidina e la californidina. La parte impiegata è costituita dalle sommità fiorite, raccolte fresche. Non avendo un azione nè narcotica nè ipnotica ma regolatrice cortico-diencefalica, l'escolzia agisce conciliando il sonno ed evitando i risvegli notturni. Miorilassante, combatte gli spasmi nelle loro diverse componenti: muscolare, neurologica e digestiva.. La sua azione analgesica agisce direttamente sul centro corticale del dolore. I preparati fitoterapici di escolzia rappresentano un interessante esempio di medicina di genere, dal momento che risultano più efficaci nelle donne che negli uomini. Un tempo l'escolzia veniva usata nelle comunità monastiche per sostenere lo stato di castità.

 

-Indicazioni: insonnia, ansia, nervosismo.
-Parte utilizzata: sommità aeree fiorite.

 

 

 

Alimentazione in gravidanza

 

La gravidanza è un evento biologico straordinario durante il quale la madre ed il nascituro vivono in una simbiosi unica, affettiva e biologica. 
Un buono stato nutrizionale della madre al momento del concepimento ed una corretta alimentazione, prima e 
durante tutto il periodo della gestazione sono condizioni essenziali al fine di prevenire alterate condizioni morfologiche e di accrescimento del feto, basso peso alla nascita, aumento della mortalità perinatale e maggiori malformazioni congenite.

 

L'errore dietetico più diffuso è un alimentazione esagerata nella convinzione che i fabbisogni nutrizionali della madre siano raddoppiati: non si deve pensare chela gestante deve mangiare per due ma due volte meglio. 
Pertanto le modificazioni del regime alimentare non devono essere solo quantitative ma anche qualitative, al fine di assicurare la copertura del fabbisogno energetico e nutrizionale della mamma e del nascituro. 
Mediamente, in una gravidanza fisiologica, il fabbisogno energetico aggiuntivo è di 350 Kcal/die (70 g di biscotti integrali) durante il II trimestre mentre di 460 Kcal/die (100g di biscotti alla panna) nel III trimestre.

 

Il ruolo dell'acido folico

 

L'acido folico, vitamina idrosolubile del gruppo B (vit. B9), influisce sulla crescita del feto, in particolare sulla chiusura del tubo neurale (la struttura dell'embrione che darà origine al sistema nervoso). Un deficit di questa vitamina è associato a un aumento del rischio di gravi malformazioni fetali, come la spina bifida, anacefalia ed encefalocele e altre tipologie di malformazioni a livello del sistema cardiovascolare, urinario, malformazioni delle labbra e del palato (labiopalatoschisi) e riduzione degli arti. Poiché la chiusura del tubo neurale si verifica nelle prime tre settimane della gestazione, si raccomanda che le donne che programmano una gravidanza, assumano regolarmente almeno 600 ug/die di acido folico per ridurre il rischio di difetti congeniti. E' fondamentale che l'assunzione inizi almeno due mesi prima del concepimento (periodo pre-concezionale) e continui per tutto il I trimestre.
L'acido folico si trova soprattutto negli alimenti di origine vegetale (il termine folico deriva dal latino folium che significa foglia) come gli spinaci (200 mg/100 g alimento) e le lenticchie (50 mg/100 g alimento).
Il lievito secco è particolarmente ricco (2000 mg/100 g) come pure il fegato (200 mg/100 g).
Una parte importante dell'acido folico può finire nell'acqua di cottura. le perdite negli alimenti possono arrivare al 50% del contenuto iniziale.

 

Semplici norme igieniche da osservare in gravidanza

 

Durante la gravidanza è importante adottare alcune semplici norme igienico-sanitarie al fine di evitare le infezioni dovute ai patogeno Toxoplasma gondi (responsabile della toxoplasmosi) e listeria monocytogenes (responsabile della listeriosi), perchè potenzialmente trasmissibili al feto e responsabili di complicanze talvolta gravi.
Per la toxoplasmosi, l'uomo può infettarsi cibandosi di carni di animali infetti oppure venendo a contatto con materiale contaminato dalle feci di un gatto infetto. L'infezione contratta da una donna, prima della gravidanza, porta allo sviluppo di un immunità che la protegge da successivi contagi. 
Se contratta in gravidanza il rischio di sviluppare una fetopatia è notevolmente aumentato. 
La listeriosi, invece, si trasmette all'uomo attraverso il contatto con animali infetto o dall'ingestione di alimenti (carne, latte o derivati) provenienti o contaminati (acqua, verdure) da feci di animali infetti.
E' pertanto fondamentale seguire alcune semplici regole:
-evitare ogni tipo di consumo di carne o pesce crudi o poco cotti;
-non consumar salume ed affettati come il prosciutto crudo o la bresaola;
-lavare accuratamente la verdura, preferibilmente sfregandola ed utilizzando soluzioni disinfettanti specifiche per gli alimenti;
-sbucciare la frutta;
-evitare di consumare l'uovo crudo e di assumere cibi la cui preparazione prevede il suo utilizzo;
-seguire una buona prassi igienica, lavandosi le mani soprattutto dopo aver maneggiato cibi crudi, aver toccato animali ed aver praticato il giardinaggio;

-preferire formaggi freschi come mozzarella, ricotta, crescenza, evitando formaggi a crosta molle e formaggi erborinati;
-mantenere pulito il frigo in modo da evitare contaminazioni (soprattutto nel caso della listeriosi);
-bere sempre latte pastorizzato.

 

L'incremento ponderale in gravidanza

 

Durante la gravidanza, tutte le donne vanno incontro ad un fisiologico incremento ponderale che, entro certi limiti, risulta necessario per sostenere lo sviluppo del feto e, successivamente, l'allattamento.
Considerando che l'incremento ponderale è lento dal concepimento alla fine del I trimestre, lineare dalla 13a alla 37a settimana e meno accentuato successivamente, qualsiasi aumento di peso deve essere considerato fisiologico quando rispetta i criteri di linearità sopra descritti e patologico quando si osserva una deviazione da tale linearità con incrementi e decrementi improvvisi. 
Assumendo che la gestante abbia un Indice di Massa Corporea (BMI) nella norma al momento del concepimento (BMI compreso tra 18,5 e 24,9 Kg/m2), l’incremento ponderale durante la gravidanza può essere ritenuto fisiologico tra i 11,4 Kg e i 16 Kg con una media di 12,5 Kg.

 

 

 

HORTUS CONCLUSUS

 

Bardana

Famiglia: Compositae

Specie: Lappa Maior

 

La Bardana è una comune pianta erbacea biennale appartenente alla famiglia delle Composiatae. E’ una pianta diffusa in tutta la penisola italica e può raggiungere discrete dimensioni, arrivando fino a 2 metri di altezza, da qui il nome Maior.

 

Il nome della specie, lappa, è di probabile origine celtica, da "llap" che significa mano, probabilmente perché i capolini hanno un involucro squamoso che forma una sorta di riccio dagli aculei uncinati, che si aggrappano facilmente agli indumenti, o al vello degli animali che vi passano accanto.

Un'altra ipotesi fa derivare il nome lappa dal greco "labein" che significa aggrapparsi, con lo stesso significato del precedente.

La droga, cioè la parte di pianta ricca di principi attivi, è costituita dalla radice, che si raccoglie nell'autunno del primo anno di vegetazione e/o nella primavera del secondo anno.

 

La bardana possiede proprietà depurative, antiacneiche, antiseborroiche, antisettiche, antibatteriche, ipoglicemizzanti e coleretiche.

E' anche un discreto diuretico, agendo con efficacia sull'escrezione degli acidi urici. Un uso regolare contribuisce a normalizzare l'eccessiva secrezione sebacea. Il successo medico di questa pianta si perde nella leggenda, si racconta che il re di Francia, Enrico III, colpito da una grave malattia della pelle, fu guarito grazie a questa pianta.

 

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

La radice della bardana è molto ricca in inulina (fino al 45%), un glucide che svolge un azione simil-antibiotica simile alla penicillina. La sua azione antisettica viene utilizzata soprattutto in caso di foruncolosi, acne, pelle grassa, punti neri, comedoni; si utilizza sia per uso interno, sotto forma di tisane, gocce o capsule, sia per uso locale, sotto forma di impacchi del decotto, creme, saponi, detergenti e tonici. L'azione ipoglicemizzante può essere un coadiuvante per mantenere costante la glicemia, in caso di diabete senile, naturalmente senza prescindere da un alimentazione controllata e da un eventuale trattamento medico. E' Indicata anche per prevenire la gotta, la calcolosi urinaria e l'artrosi.

 

 

 

 

DAL PRIMO SETTEMBRE 2014 IL VENETO SALUTA LA RICETTA ROSSA.

Primo Settembre 2014, per i pazienti veneti è una data storica, viene bandita, infatti, la ricetta rossa, simbolo storico del servizio saniatrio nazionale. Da questa data i cittadini che richiederanno una prescrizione al proprio medico di medicina generale riceveranno un promemoria stampato su carta bianca con il quale andare in farmacia per ritirare i farmaci. Dopo quasi un anno di sperimentazione la dematerializzazione entra nel vivo con l’abbandono della ricetta cartacea, un ulteriore passo sulla strada del Fascicolo sanitario elettronico regionale. Questo almeno nelle intenzioni, anche perchè le criticità non mancano, e come sempre il punto nodale riguarda la distribuzione della connettività internet sul territorio veneto. 
"Facciamo la ricetta elettronica – conclude Roberto Grubissa, presidente di Federfarma Veneto –, che è una Ferrari, ma di fatto stiamo correndo con una rete da mulattiere. La ricetta elettronica sarebbe un ottimo sistema, ma se l’infrastruttura non consente velocità rischia di trasformarsi in uno svantaggio".
E' stato calcolato che grazie alla ricetta dematerializzata il sistema sanitario veneto risparmierà ogni anno più di 3 milioni di euro, 3.244.901 per la precisione, grazie alla messa in rete dei 3.332 medici di medicina generale e dei 580 pediatri di libera scelta. 
Medici e farmacie hanno dovuto aggiornare i propri sistemi gestionali, ma per il cittadino di fatto non ci saranno cambiamenti particolari: al posto della rossa riceve un promemoria bianco con cui presentarsi in farmacia per ricevere il farmaco prescritto dal medico. 
Il processo di dematerializzazione sarà completato dal 2015, quando la rossa scomparirà del tutto e al cittadino basterà andare in farmacia con la tessera sanitaria.

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