PATOLOGIE INVERNALI - Raffreddore


L’infezione delle mucose nasali da parte di alcune particolari categorie di virus influenzali, principalmente i rhinovirus, è la causa scatenante del raffreddore comune. Trovando le condizioni favorevoli, i rhinovirus attaccano le cellule delle prime vie respiratorie provocando infiammazione, dilatazione dei vasi sanguigni della mucosa nasale, richiamo di liquidi e sovrapproduzione di muco. Queste tipiche manifestazioni rappresentano la risposta difensiva dell’organismo che cerca di eliminare ciò che ha turbato l’equilibrio della mucosa. La massima capacità virulenta dei rhinovirus si ha intorno ai 33° C. A 37° C, invece, diventano inattivi. Questa caratteristica spiega l’incapacità di tali virus di sopravvivere all’interno dell’organismo e restringe il loro campo d’azione alle mucose respiratorie nasali, specialmente quando la temperatura esterna si abbassa, esponendo le suddette mucose ad un brusco calo di temperatura. Ecco la ragione del nome “raffreddore” o malattia “da raffreddamento”. Quando si inspira aria fredda, le ciglia di cui sono dotate le cellule che tappezzano le vie aeree si bloccano, il muco ristagna e proprio lì i rhinovirus trovano un ambiente su misura per moltiplicarsi, attaccare le cellule e provocare l’infiammazione. Compaiono così i sintomi tipici del raffreddore: sensazione di naso chiuso, scolo nasale, starnuti frequenti, lacrimazione abbondante. Il raffreddore è estremamente contagioso sia perché i virus sono facilmente disseminabili nell’ambiente attraverso le goccioline dello starnuto, sia perché essi mutano con estrema rapidità eludendo ogni anticorpo che l’organismo può avere sviluppato nei confronti dei virus della stagione precedente. La memoria immunitaria dell’organismo nei confronti dei virus, in particolare dei virus influenzali, vale ben poco di fronte alla loro straordinaria capacità mutante.

Generalmente il raffreddore si risolve nel giro di 10-14 giorni. Se però il muco diventa stagnante, a causa dell’alterata funzionalità delle ciglia vibratili della mucosa, l’infiammazione può estendersi ad altri distretti delle vie aeree superiori portando a sinusiti, otiti, tracheiti ecc. In queste situazioni la natura virale dell’infezione può dare adito a sviluppo di proliferazioni batteriche, aggravando di molto la situazione.

I trattamenti della medicina convenzionale generalmente utilizzati, sia in fase preventiva che curativa, nei confronti del raffreddore prevedono: • azioni locali sul sintomi, come i comuni decongestionanti nasali, il cui meccanismo d’azione consiste nell’indurre vasocostrizione, bloccando quindi la rinorrea (il gocciolamento nasale) • azioni sistemiche sulle cause, come i comuni antisettici, antinfiammatori (fans).

Vale la pena di ricordare che i farmaci a base di antibiotici non risolvono il raffreddore, poiché sono assolutamente inefficaci sulle cause che lo innescano (un virus).

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